Insegnante: Franziska, come è vestita Naoko?
Franziska: Naoko è vestita con una pera di jeans, una maglietta e una pera di scarpe marroni.
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Dev’essere quasi ora di pranzo.
Insegnante: Franziska, come è vestita Naoko?
Franziska: Naoko è vestita con una pera di jeans, una maglietta e una pera di scarpe marroni.
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Dev’essere quasi ora di pranzo.
Insegnante: Qual è la cosa più carina che ti è successa ieri, Naoko?
Naoko: Ieri? No, capperi.
Insegnante: Come, scusa?
Naoko: Scusa, non ho capito.
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Ah, ecco. Perché infatti nemmeno io.
Insegnante: Che cosa hai fatto nel fine settimana, Stephanie?
Stephanie: Sono andata a Ovetto.
Insegnante: Hm, a Orvieto, ho capito. E’ una città molto bella.
Stephanie: Sì, ma c’era il temporale con molti tonni.
Insegnante: Oh, i tuoni, mi dispiace. A Firenze il tempo è stato bellissimo, invece.
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Ovetto e tonni, fine settimana ricco di proteine.
Un pensiero in più, oggi, per il mio babbo.
Insegnante: Proviamo a descrivere Saori. Nana, vuoi cominciare?
Nana: Saori ha i capelli castelli.
Aiko: Capelli castagni.
Insegnante: Stephanie, vuoi continuare?
Stephanie: Saori ha due gambi piedonali.
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Saori è bellissima, lo giuro!
Studentessa: Scusa, ho una domanda.
Insegnante: Certo, dimmi.
Studentessa: Vorrei sapere dove posso comprare prodotti tipici toscani come per esempio un pianoforte.
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Gentilmente regalata dalla collega Caterina.
Se è servito a ritardare la morte di un maiale, di una gallina, o di una mucca.
Se ha contribuito a ridurre in minima parte l’inquinamento ambientale.
Se poi mi ha perfino fatto bene alla salute.
Allora sì, sono contenta di essere VEGETARIANA da un mese.
Anche se stanotte ho sognato di mangiarmi un piatto di carne succulento.
A volte Hilde, la gatta anziana, miagola seduta davanti all’armadio. Apro, lei si insinua tra gli abiti puliti, staziona un po’, esce e non si lamenta più. Delicata mia, semplice gatta.
Nina, la gatta tonda, dorme spesso. Le piace stare acciambellata su una sedia, su un cuscino, sul divano, sulle mie ginocchia. Basta che sia vicino a me. Se io mi sposto lei apre gli occhi, fa un cigolio breve, si stira, mi segue. Rotonda mia ombra.
Insegnante: Allora, Astrid, buon viaggio e buon ritorno a casa.
Astrid: Grazie, grazie mille davvero, nella tua classe sono stata bellissima.
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Cosa chiedo di più?