Ieri alla mostra Private Flat: idea strepitosa, splendidamente realizzata.
Che uno va, passa e vede mille mila cose, belle e meno belle, ma sempre in grado di aprire un po’ il cervello a pensieri non pensati prima, non sentiti già.
La cosa più carina della mostra:
Entro in una specie di sgabuzzino attraversando una tenda nera. In terra c’è un televisore dove ci sono immagini in bianco e nero. Le immagini sono lente, movimenti umani lentissimi. L’attenzione però si sposta immediatamente su un altro elemento. Quello che apparentemente è un manichino bianco con la testa fasciata buttato in un angolo, è invece una donna. E’ viva e cattura subito.
La guardo, lei mi guarda, senza ammiccamenti, ma mi guarda, davvero.
Mi tende una mano, da lì dov’è, rannicchiata in un angolo. Istintivamente le tendo la mia e le nostre mani presto si toccano. L’aiuto ad alzarsi. E’ tutta dipinta di bianco, dalla testa ai piedi ed è senza vestiti, c’è solo la sua pelle dipinta di bianco.
Quando si è alzata, con un movimento lento e fluido, mi si avvicina e mi abbraccia. Ricambio il suo abbraccio e restiamo lì un po’. Sento il suo respiro e sento il battito del suo cuore. Sento che lei mi sta ascoltando.
Dopo un certo tempo lei si scioglie dall’abbraccio e mi volta lentamente le spalle. Sulla sua schiena dipinta di bianco c’è una scritta nera che dice "ROM".
Resto a guardarla ancora un po’, emozionata. Poi esco, e mi dispiace lasciarla lì.
Brava.-