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62.4.-

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Lavo i piatti, pulisco, butto via cose che non userò mai più.
Leggo Andrea De Carlo, LEIELUI.
Prima dico "non mi piace", poi rimango incollata lì, con una gatta addosso, l'altra ai piedi.
Poi esco, forse un cinema.
Poi penso, si va per tentativi.

Buon anno, sono tornata.

amate mie (gatte).-

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A volte Hilde, la gatta anziana, miagola seduta davanti all’armadio.  Apro, lei si insinua tra gli abiti puliti, staziona un po’, esce e non si lamenta più.  Delicata mia, semplice gatta.

Nina, la gatta tonda, dorme spesso.  Le piace stare acciambellata su una sedia, su un cuscino, sul divano, sulle mie ginocchia.  Basta che sia vicino a me.  Se io mi sposto lei apre gli occhi, fa un cigolio breve, si stira, mi segue.  Rotonda mia ombra.

 

Autoritratto.-

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Non sto bene, ma non me la prendo.

In questa giornata fresca e umida tolgo la polvere che c’è da togliere,
parlo a lungo con amiche che non sono neppure amiche perché sono più che sorelle,
ricevo uno squillo da lontano,
leggo un libro leggero e coinvolgente,
guardo un film, mi commuovo, non fa notizia,
entro in vite non mie o lascio che altre vite prendano vita in me,
gatte come ombre e ombre come ricordi,
acqua sui fiori rosa e viola, la luce è bellissima.

Aspetto che il male passi, e non me la prendo.  Ho tempo.

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Un po’ di bucato, ben steso, ben piegato;
Una carezza al gatto.  Due carezze: due gatti.
A metà mattina un caffè.
Dentro il forno un sufflé.

Un canto leggero, appena accennato.
Un pranzo con un’amica cara.
Un po’ di studio.

Poi la festa dei lavoratori me la passo rinchiusa dentro un teatro.
Ché – in fondo – non è mica lavoro, quello.
E’ un modo di osservare la vita che pulsa.

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In fondo basterebbe cambiar nome all’Hildina, come suggerisce la mia amica Laura.

E si sarebbe proprio come le tre caravelle:

La Nina, la Pinta e la (Santa) Maria.

Invece io, che non ho nessun sense of humor, ogni volta che la Laura mi domanda: "Come sta la Pinta?", prima mi confondo e poi faccio un po’ l’offesa.

Che poi, come farei senza la Laura?

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Se mi prendo cura della mia povera Hildina e lo faccio nel modo migliore per tutto il giorno – ritirando l’analisi delle urine, portandola a fare il prelievo del sangue, facendole fare un’iniezione di antibiotici, comprandole 32 euro di croccantini speciali, facendole carezze e complimenti esagerati -.

Se all’ultimo momento ricevo e accetto un invito a pranzo da Francesca – che definirla amica è poco, ma non conosco un’altra parola abbastanza grande per dire cosa c’è di bello tra me e lei -.

Se riesco a tenere a bada i sensi di colpa.

Se non ho mal di testa.

Se vado a fare shopping e compro maglioncini, gonne e libri tutto al plurale.

Se sento che ci sono persone intorno che mi vogliono bene e – sembra un miracolo invece è vero! – sono proprio le stesse a cui voglio bene io.  E sono un mucchio!

Se tornando a casa trovo un messaggio affettuoso di una persona preziosa.

Se ho abbastanza energia per fare le cose che mi piace fare.

Se ho abbastanza fiducia in me stessa.

Ecco, allora anche senza essere proprio completamente FELICE, io sento che mi piace da matti essere al mondo.

de gattibus.-

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Entrando in soggiorno, questa mattina, quasi correvo per la gioia di constatare che lasciando la porta-finestra aperta (e quindi togliendo l’onere, all’Hildina, di dover passare attraverso la gattaiola per raggiungere la lettiera) in effetti, sì – evviva! –  non c’era pipì in soggiorno nel solito punto.

Correndo però – ahimè! – sono scivolata su una vomitatina di Sheba (e NON è pubblicità occulta), la marca di scatolette che l’Hildina predilige, e sono caduta per terra.

Non mi sono fatta male.  Son soddisfazioni.

Gatti.-

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Molti gatti normali fanno arrabbiare i loro padroni perché mangiano le piante.

A volte lo fanno per ripulirsi lo stomaco. Ci sono alcuni padroni previdenti – tra cui io – che comprano loro l’ "erba gatta".

Ma la mia gattina Hilde (ab-qualcosa) no.

Hilde da una settimana mangia con avidità la carta argentata che avvolge il vaso con la pianta che la mia amica Benedetta mi ha regalato.

Le foglie sono intatte e godono di ottima salute.

Hildina è l’unica aristogatta che fa pipì in soggiorno e vomita vomito d’argento.